Come interpretare i dati, i rischi e la terminologia usata nel sito — anche senza conoscenze meteorologiche.
Le previsioni meteo si basano su modelli numerici: programmi che simulano l'atmosfera risolvendo equazioni fisiche su griglie tridimensionali del pianeta. Ogni modello fa scelte diverse (risoluzione della griglia, equazioni, dati di partenza) e quindi produce previsioni leggermente differenti.
AIRGRID Meteo non si affida a un solo modello, ma calcola una media pesata di 7 modelli — chiamata ensemble — attribuendo a ciascuno un peso diverso in base alla sua affidabilità storica sull'Europa:
| Modello | Centro meteo | Peso | Caratteristica principale |
|---|---|---|---|
| ECMWF IFS | Centro Europeo (ECMWF) | 29% | Il più affidabile al mondo per l'Europa, aggiornato 2×/giorno |
| DWD ICON | Servizio Meteo Tedesco | 21% | Ottima risoluzione sull'Europa centrale, aggiornato 4×/giorno |
| Météo-France | Meteo francese | 17% | Specializzato sull'Europa occidentale e mediterraneo |
| NOAA GFS | Meteo USA | 11% | Modello globale con previsioni fino a 16 giorni |
| UKMO | Met Office Regno Unito | 10% | Qualità comparabile a ECMWF, ottimo per flussi atlantici |
| GEM Canada | Meteo Canada | 5% | Contributo globale, utile come contrappeso |
| ECMWF AIFS | Centro Europeo (AI) | 7% | Modello basato su intelligenza artificiale, sperimentale |
In aggiunta all'ensemble globale, viene usato separatamente il modello ARPAE ICON-2i (2 km di risoluzione, solo per l'Italia, fino a 72 ore): fornisce dati convettivi ad alta risoluzione come CAPE e LPI, fondamentali per il rilevamento dei temporali.
Ogni ora della previsione riporta un indicatore di attendibilità (o "confidenza") che rappresenta quanto ci si può fidare di quella previsione specifica. Dipende da due fattori:
| Giorno | Attendibilità massima | Interpretazione |
|---|---|---|
| Oggi (giorno 0) | 100% | Previsione molto affidabile |
| Domani | 72% | Buona affidabilità |
| Dopodomani | 54% | Affidabilità moderata |
| Giorno 3 | 36% | Tendenza orientativa |
| Giorno 4–6 | 20% | Solo tendenza generale |
Questi valori rappresentano il massimo teorico: in presenza di forte divergenza tra i modelli, l'attendibilità reale sarà inferiore.
Il pannello "Rischio Temporali e Fenomeni Estremi" mostra un livello da 0 a 4 per ciascuna delle prime 72 ore. È una stima probabilistica, non un'allerta ufficiale della Protezione Civile.
Il CAPE (Convective Available Potential Energy) misura quanta energia è disponibile nell'atmosfera per alimentare i temporali. Si esprime in joule per chilogrammo (J/kg).
In pratica: immagina una bolla d'aria calda e umida vicino al suolo. Se l'atmosfera sovrastante è fredda abbastanza, quella bolla sale come un palloncino riscaldato — più sale, più si espande e più si accelera. Il CAPE misura "quanto lontano può salire" quella bolla. Più è alto, più i temporali che si formano possono essere violenti.
Le soglie variano con le stagioni: in estate l'atmosfera può accumulare molto più CAPE (soglia "segnale" a 800 J/kg), mentre in inverno bastano 150 J/kg per indicare instabilità significativa. Il sito applica automaticamente le soglie stagionali calibrate per l'Italia.
Il grafico "Carica temporalesca & Raffiche" nella tab 3 giorni mostra l'andamento orario del CAPE (barre colorate) insieme all'Indice di instabilità (linea viola) e alle raffiche (linea arancione).
Il Lifted Index misura la differenza di temperatura tra una particella d'aria sollevata artificialmente a 500 hPa (circa 5500 m di quota) e la temperatura effettiva dell'atmosfera a quella quota.
| Valore LI | Stabilità | Implicazioni |
|---|---|---|
| LI > 0 | Stabile | Nessun temporale atteso |
| 0 > LI > −2 | Leggermente instabile | Temporali deboli possibili con trigger orografico |
| −2 > LI > −4 | Moderatamente instabile | Temporali probabili, localmente forti |
| −4 > LI > −6 | Instabile | Temporali forti, grandine possibile |
| LI < −6 | Molto instabile | Temporali violenti, grandine grossa, downburst |
Il LI viene usato in combinazione con il CAPE: entrambi devono segnalare instabilità perché il rischio venga considerato reale.
L'LPI (Lightning Potential Index) è un indice specifico per la probabilità di fulminazione, prodotto esclusivamente dal modello ARPAE ICON-2i ad alta risoluzione (2 km). È disponibile solo per le prime 72 ore e solo per l'Italia.
A differenza del CAPE (che misura l'energia totale), l'LPI tiene conto anche della presenza di acqua liquida e ghiaccio nelle nuvole temporalesche — elemento necessario per la generazione di fulmini.
| Valore LPI | Colore | Significato |
|---|---|---|
| 0 | — | Nessun rischio fulmini rilevato |
| 0–5 | Giallo | Rischio fulmini basso — temporali con fulminazione possibile |
| 5–20 | Arancio | Rischio fulmini moderato — attività elettrica probabile |
| >20 | Rosso | Rischio fulmini elevato — forte attività elettrica attesa |
Un LPI > 0 è anche usato come trigger primario per confermare la presenza di un temporale in atto o imminente, insieme ai codici WMO 95/96/99.
Lo zero termico (o isoterma 0°C) è la quota alla quale la temperatura dell'aria scende sotto zero gradi. Al di sopra di questa quota la precipitazione cade come neve o ghiaccio; al di sotto si scioglie diventando pioggia.
Per la grandine, lo zero termico ha un ruolo fondamentale: deve essere abbastanza alto (≥ 2000 m) da dare al chicco di grandine il tempo di crescere mentre risale nella corrente ascendente, ma non troppo alto da scioglierlo completamente durante la caduta.
Nella tabella "Stabilità atmosferica" questo dato appare nella colonna dedicata e influenza le soglie di rischio grandine.
Il sito distingue tre livelli di rischio grandine, basati sulla combinazione di CAPE, Lifted Index, quota dello zero termico e wind shear (variazione del vento con la quota).
Il wind shear è la variazione della velocità e direzione del vento tra la superficie e le quote superiori (in questo caso circa 3 km). Un forte shear permette alle celle temporalesche di organizzarsi in supercelle — strutture rotanti, molto più longeve e capaci di produrre grandine grossa. Senza shear, i temporali si "soffocano" da soli con la loro pioggia.
I pannelli "Accordo tra modelli" mostrano il valore previsto da ciascun modello per temperatura massima, CAPE, Lifted Index e LPI. Servono a capire quanto i modelli sono d'accordo tra loro.
Quando i modelli concordano: le barre sono simili tra loro → la previsione è robusta.
Quando un modello diverge molto: appare il badge outlier accanto al suo nome. Significa che quel modello si discosta statisticamente dagli altri (oltre 1–1,5 deviazioni standard dalla media).
Per la temperatura la soglia outlier è 1,5σ (deviazione standard); per il CAPE è più sensibile (1,0σ) perché i valori convettivi sono naturalmente più variabili e asimmetrici.
La tab "🌐 Lungo Termine" mostra indicatori climatici su scala di settimane e mesi. Non sono previsioni puntuali, ma segnali di tendenza che influenzano il clima dell'Italia nelle settimane successive.
L'ENSO (El Niño Southern Oscillation) descrive la temperatura anomala delle acque del Pacifico tropicale. Influenza i pattern climatici globali con un ritardo di settimane o mesi.
Per l'Italia, un El Niño tende ad associarsi a inverni più miti e piovosi; La Niña a inverni più freddi e secchi — ma l'effetto varia molto anno per anno.
L'AO (Arctic Oscillation) descrive la forza del vortice polare. Con AO positiva, il vortice è forte e confina l'aria fredda al Polo: l'Europa è più mite. Con AO negativa, il vortice si indebolisce e l'aria artica può scendere verso le medie latitudini: freddo e neve anche in pianura.
La NAO è la differenza di pressione tra le Azzorre (alta pressione) e l'Islanda (bassa pressione). Determina la traiettoria delle perturbazioni atlantiche verso l'Europa.
La corrente a getto è un nastro di venti fortissimi (a volte oltre 200 km/h) che scorre a circa 10 km di quota. Guida le perturbazioni atlantiche e separa l'aria fredda polare da quella calda subtropicale. Il sito mostra il vento medio a 250 hPa nei prossimi 5 giorni come indicatore della sua intensità sul punto selezionato.
La tab "⚡ Fulmini" mostra i fulmini rilevati in tempo reale entro 20 km dalla posizione selezionata, grazie al network Blitzortung.org — una rete mondiale di stazioni di rilevamento amatoriali collegate via internet.
I fulmini invecchiano e cambiano colore con il tempo trascorso:
I fulmini più vecchi di 60 minuti vengono rimossi automaticamente dalla mappa. Il filtro dei 20 km è applicato con la formula di Haversine (distanza sulla superficie della Terra), quindi il cerchio è geograficamente preciso.
La tab "📡 Radar" incorpora la mappa interattiva di Windy.com, centrata automaticamente sulla posizione selezionata. Puoi cambiare il layer visualizzato:
| Overlay | Cosa mostra | Utile per |
|---|---|---|
| 📡 Radar | Precipitazioni rilevate dai radar meteorologici in tempo reale | Vedere dove sta piovendo adesso |
| 🌧️ Precipitazioni | Precipitazioni previste dal modello (mm/h) | Capire dove pioverà nelle prossime ore |
| 💨 Vento | Vento in superficie con animazione delle particelle | Direzione e intensità del vento |
| 🌡️ Temperatura | Temperatura al suolo | Distribuzione termica su larga scala |
| ☁️ Nuvole | Copertura nuvolosa totale | Vedere la distribuzione delle nubi |
| ⚡ Fulmini | Attività elettrica recente | Localizzare i fronti temporaleschi |
| ⛈️ CAPE | Energia convettiva sulla mappa | Identificare le zone a rischio temporale |
La mappa radar mostra i dati dei radar reali (con un ritardo di 5–15 minuti), mentre gli altri overlay (precipitazioni, vento, temperatura) mostrano le previsioni del modello selezionato in Windy.